Notte Horror 2026: Carrie 2 - La furia (1999)

 




Nel 2000 Carrie 2 – La furia (1999) ovvero The Rage – Carrie 2 viene insignito dello Stinkers Bad Movie Award nella categoria peggior seguito o prequel. Tuttavia, ci sono almeno tre ragioni per rigettare in appello l'infamante “premio” a forma di latrina ideato dai due “usceri” Mike Lancaster e Ray Wright.

Ovvero: Katt Shea Ruben, Katt Shea Ruben e Katt Shea Ruben. E se non vi basta aggiungete pure Katt Shea Ruben. La pupilla di Roger Corman, già modella e attrice (La regina dei Barbari e Psycho III, nientemeno) è una che ha imparato e messo da parte e possiede l'arroganza di cimentarsi con un capolavoro senza la timidezza di una matricola al primo giorno di scuola.

Si, perché Carrie 2 – La furia non è quella cloaca massima che la vulgata impone, ma è un solido, finanche ottimo sequel che non ha paura di manipolare l'originale senza paura di ustionarsi. In realtà, il film nasce sotto ben altri auspici, con il titolo The Curse, rimanendo nel limbo per due anni fino alla decisione di trasformarlo a tutti gli effetti in un seguito diretto del film di Brain De Palma. A questo punto, chi già sta correndo a nascondersi o a chiamare l'avvocato, dovrebbe almeno dare un'occhiata all'opera della nostra bellissima Katt Shea Ruben, subentrata in produzione dopo il licenziamento del regista originario, il Robert Mandel di F/X - Effetto mortale (1986), con due settimane di girato sul groppone.




Il risultato è, a conti fatti, sorprendente nella sua voluta serietà e drammaticità, senza stupidi ammiccamenti o strizzate d'occhio ad un pubblico già svezzato dal successo di Scream, che si imponeva come paradigma stilistico e contenutistico. Katt Shea sceglie invece la strada più difficile, ovvero quella del cupo psicodramma adolescenziale ispirato ad un vero fatto di cronaca riguardante la cricca di una squadra di football che adescava le cheerleaders per una squallida classifica di punteggi legati al sesso.

In questo contesto la povera Emily Bergl, al suo esordio su grande schermo, ignara sorellastra della telecinetica Carrie White, entra dalla porta di servizio, in punta di piedi, finendo con il prendersi sulle spalle l'intera pellicola grazie ad una mercuriale interpretazione che riesce a scavalcare ogni ostacolo senza impantanarsi in una mera riproposizione del repertorio di Sissy Spacek. La scuola superiore vista come arena in cui i cristiani vengono dati in pasto ai leoni non è di certo idea originale o rivoluzionaria, ma i corridoi, le aule, gli uffici ripresi da Katt Shea con l'aiuto di Donald M. Morgan (già collaboratore di John Carpenter) diventano l'anticamera dell'inferno dipinta con toni cupi e bluastri, il colore della nevralgia e del mal di denti, restituendo un universo tetro e deprimente che non lascia scampo alcuno ai protagonisti di questa sorta di Romeo e Giulietta da suburbia che, in qualche modo è rimasta sepolta nelle sinapsi dei realizzatori del remake di Carrie del 2013 a cura di Kimberly Peirce, vedere l'idea del video rubato utilizzato per umiliare la povera Rachel/Emily Bergl.

Perfino la bellissima Amy Irving, la Sue Snell del prototipo che ritorna come tutrice della giovane Rachel Lang, scontando un ventennio di sensi colpa per il massacro compito da Carrie durante il ballo di fine anno, trova una fine ingloriosa, impalata da un attizzatoio nel climax della pellicola, in cui Katt Shea raccoglie i frutti del raccolto seminato durante il primo tempo con uno sbarramento di teste mozzate, smembramenti, deorbitazioni e castrazioni da lasciare a bocca aperta gli amanti del gore più becero e spettacolare manco fossimo teletrasportati nel massacro discotecaro di Hellraiser III – Inferno sulla terra del prode Anthony Hickox.




Carrie 2 fu un bagno di sangue anche al botteghino, raggranellando 17.800.000 $ a monte di un budget di 21.000.000 $, rimanendo vittima di un'ostilità critica che, francamente, non merita, vista la qualità di altri adattamenti kinghiani (vedere il mefitico Pet Sematary: Bloodlines, da paralisi cerebrale). 

Un film perfetto per la seconda serata da Notte Horror in queste torride nottate in cui la nostalgia ci prende alla gola peggio dell'afa umida e pesante. Da vedere in double bill, ma che dico, in triple bill con il Carrie televisivo di David Carson e, se volete farvi proprio male, con Tamara – Toccata dal fuoco (2005) starring Jenna Dewan.

Buona visione.

Domenico “Belushi” Burzi







Carrie 2 - La furia (The Rage - Carrie 2) 

Regia: Katt Shea

Anno: 1999

Interpreti: Emily Bergl, Jason London, Amy Irving, Mena Suvari, Dylan Bruno, J. Smith Cameron, Rachel Blanchard, Zachery Ty Bryan, Charlotte Ayanna

Durata: 105 min.



Notte Horror continua implacabile nei prossimi giorni su tutti i blog uniti per il cinema horror e prossimamente sugli schermi di Malastrana Rated X con 976 Chiamata per il diavolo 2!!!

Ecco il calendario completo dell'edizione 2026 di Notte Horror. Buona visione.




Commenti

  1. Non ne ricordo nemmeno un fotogramma, ma mi sono ripromessa di riguardarlo e parlarne sul blog da qui a ottobre.

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    1. L'ho rivisto dopo moltissimi anni e mi è piaciuto molto, anche troppo. Lo trovo molto efficace nella sua semplicità.

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  2. Lo ricordo poco, ma lo ricordo meglio di tutte gli altri "Carrie" post DePalma che abbiamo visto, ottima scelta per la Notte Horror ;-) Cheers

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    1. Concordo pienamente, manca all'appello il prossimo "Carrie", serie Tv che esce ad ottobre. Il trailer non mi è piaciuto, ma aspettiamo.

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  3. A differenza del primo Carrie, che festeggia 50 anni giusti giusti, questo mi manca. Ma la Notte Horror è bella proprio per questo :)

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    1. Si, è un titolo proprio da Notte Horror. Per me merita a una visione, ma comprendo che molti siano pronti a tirarmelo dietro.

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